Come una ciotola

Accade spesso che Idabella debba usare le maniere forti con Yagoberto. Lui è convinto che sia un gioco e la stuzzica, ma lei si inalbera non poco e soffia come il maestrale e urla come il mar. Dopo n tentativi ludici, decide allora di lasciarla in pace e di andarsene a dormire altrove.

Ovviamente Ida ne approfitta per dormire a sua volta. Dormire è in effetti l’occupazione principale a cui questa gatta stacanovista tende a dedicare ogni ritaglio di tempo. Non ama disperdere le sue energie in mille rivoletti, ha un obiettivo e lo persegue con assoluta dedizione.

Per Yago è diverso. Apprezza il sonno solo se non c’è proprio nessuna remota possibilità che la ciotola possa riempirsi. Prima di addormentarsi sfoga perciò la frustrazione per la fame mai abbastanza saziata pretendendo di giocare con la sua recalcitrante compagna.

Quando finalmente si ritira percosso e sconfitto in un angoletto e si addormenta, dorme solitamente un sonno agitato. Ci sarebbe da meravigliarsi del contrario. L’ultima visione di Yago prima di andare a dormire è sempre quella di una ciotola desolatamente vuota. Visione terribile e angosciante oltre ogni miagolare. Molestato da incubi lovecraftiani ma per lui anche estremamente realistici di mondi in cui di cibo non ce n’è mai abbastanza e le ciotole stesse sono bocche affamate dotate di denti aguzzi, gli capita di risvegliarsi di soprassalto nel silenzio della casa immersa nel sonno. Trotterella allora in cerca di conforto fino a raggiungere Ida e le si distende accanto fingendosi morto, con l’eccezione della molesta zampa posteriore sinistra con cui cerca di attirare l’attenzione.

Lei si risveglia mediamente irritata e lo squadra con occhio assonnato. Lo ha scacciato, sembra riflettere, con zampate pesanti come ganci di Tyson e versi striduli come urla della Sharapova. Oltre ad essere sopravvissuto, ora questo siamese ha perfino l’ardire di fare il gatto morto. Come non fosse lei l’unica e riconosciuta gatta morta di casa. L’originale. Non le resta che l’arma definitiva. Proverà a cancellare la sua esistenza a cominciare dal suo odore, leccandolo energicamente.

Quando Yago è ormai bagnato come fosse caduto nel pozzo e forte sarebbe la tentazione dell’ipotetico osservatore di intervenire per stenderlo in giardino, lui ha un moto d’orgoglio e si sottrae alla fradicia lingua.

È questo il momento di cui si diceva all’inizio, in cui il gatto affamato e bagnato inizia a giocare e la gatta irritata e assonnata inizia a menarlo. Si tratta infatti di una narrazione circolare. Tale e quale a una ciotola.