Il ladro

In che modo quello che pensiamo di noi può influenzare ciò che realmente siamo e quello che siamo destinati a diventare? Fino a che punto quello che gli altri pensano di noi può influenzare i nostri più reconditi pensieri su noi stessi? Sono questioni molto importanti, forse spesso affrontate da una prospettiva inadeguata.

Se, infatti, la parte conscia della nostra psiche non è che la punta di un iceberg che si estende sbalorditivamente sotto il velo dell’acqua, non sarebbe forse più probabile che sia proprio il nostro inconscio a stabilire, con fini e modalità a noi del tutto ignoti, le regole di questo gioco di sguardi giudicanti e reciproche influenze?

Qualcosa del genere sembra accadere nella canzone degli Uochi Toki 𝑰𝒍 𝒍𝒂𝒅𝒓𝒐. Il protagonista sogna di cercare ossessivamente qualcosa nella sua casa, senza sapere di cosa si tratti. Proprio il non sapere che cosa nel sogno stesse cercando, lo costringe al risveglio in un mood di sottile inquietudine.

Sovrappensiero, stila una minuziosa lista di cose da fare e, ancora ripensando al suo sogno di ricerca, si reca in un negozio di materiale elettrico. Si accorge che il suo fare incerto e ambiguo, che potrebbe facilmente essere preso per un modo di muoversi un po’ circospetto, sta attirando l’attenzione del negoziante, preoccupato che possa trattarsi di un ladro. Più cerca di comportarsi in maniera disinvolta, più il suo comportamento appare innaturale e tanto il negoziante quanto il suo commesso si convincono che abbia davvero rubato qualcosa.

Per sottrarsi a questa spirale di sospetti, si presenta alla cassa, scegliendo di attaccare per non doversi difendere, invitandoli a perquisirlo. Loro “riluttanti, eseguono: lo spulciano, non trovano, si scusano”.

Uscendo, però, ormai al di sopra di ogni sospetto, si mette in tasca un piccolo condensatore. Tornato a casa, cerca un posto dove nasconderlo.

Ora finalmente sa che cosa stava cercando nel sogno della notte prima.

(nell’immagine: illustrazione di Lapis Niger dal video de Il ladro degli Uochi Toki, regia di Laura Casanova.)