Aggiornamenti dal laboratorio domestico

Chi ha detto che i fiori del male sboccino sempre mortiferi e che l’odio sia del tutto incapace di unire? La storia abbonda di alleanze poi rivelatesi solidissime tra entità, regni o personaggi accomunati esclusivamente dalla condivisione di un nemico.

Non c’è perciò da sorprendersi, se, mentre Jung continua a coltivare scientificamente la sua insaziabile fame di conoscenza di tutto l’esistente, secondo un modello teorico che equipara sperimentazione e morso, Yago e Ida si scoprono improvvisamente affini, dopo lunghi anni di guerra fredda e reciproca scarsa sopportazione.

È accaduto anche in passato che i due si acciambellassero avvinghiati, è vero, ma l’operazione si concretizzava in abbracci del tutto privi di empatia, evidentemente senz’altro scopo che quello di diventare l’uno il termosifone dell’altra.

Oggi invece le particolari condizioni determinate da orari di ingresso e uscita contingentati, così come la condivisione di spazi e preoccupazioni, nella suprema necessità di evitare l’incontro con la bestia scioccamente inelegante e aggressiva, hanno davvero partorito una speciale alleanza non priva di sentimenti.

Il panorama domestico è scisso e indubbiamente compromesso: mentre Yago e Ida si scambiano occhiate complici fuseggiando rintanati nel loro talamo, Jung scopre che anche le borse riutilizzabili della spesa hanno un’anima. E sembra deciso a liberarla.